Qualche mese fa ho avuto l’occasione di parlare con Sara Ventroni come parte del progetto Non Solo Muse e da quel giorno il dialogo si è aperto ancora di più, riempiendosi di strade possibili e sostrati da raccogliere come semi deposti da chi prima di noi ha saputo e meglio. La mia ossessione per l’ossessione di Sara qui si sente forte e ci incontriamo nel segno – astrale, natale, quasi gioviale: indicatore (spia nel segno, del linguaggio, del pensiero) ma mai definitorio (certamente non definitivo, immodificabile) – del gasometro (ascendente gasometro). Tutto comunque cominciava così.
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Geopolitica e letteratura: NO BORDERS.
Qui tra persone di un certo calibro ci sono poi io che dico cose che fanno rabbrividire tipo frocizzare i confini, queerizzare la letteratura, e leggo pure una poesia in lingua inglese contro lo sfruttamento ed esaurimento delle risorse naturali australiane da parte della defunta regina e compagnia bella. È stato bello.
Il racconto dell’elicottero.
Grazie alla fiducia e all’affetto di Chiara Reali e Zona42 edizioni, ho tradotto quel piccolo capolavoro controverso e articolato che è Il racconto dell’elicottero (in un primo momento condiviso col titolo I Sexually Identify as an Attack Helicopter). Questo disastro in divenire che guarda al disastro che è avvenuto e sta avvenendo mi ha preso tante energie ma ne ho amato ogni momento e spero di aver fatto un lavoro fedele alle intenzioni dell’autrice, Isabel Fall. Grazie ad Antonia Caruso per la sua amicizia e per la meravigliosa prefazione al libro.
Io invece mi sono presə lo spazio della postfazione per spiegare come sono entrata nel testo e come ne sono uscita, lascio invece a chi lo legge di dirmi come ci son statə dentro.
Su Patrizia Vicinelli al MACRO e ovunque.
Ho visitato la mostra romana dedicata a Patrizia Vicinelli al Macro di Roma.
Si intitola Chi ha paura di Patrizia Vicinelli e io ho provato a immaginare delle risposte.
Grazie ad Andrea Cortellessa e ad Antinomie per aver dato una casa a quest’occasione.
Parole come respiro.
A partire da un lavoro eccezionale a firma di Ruth Baraha e Allison Grimaldi Donahue, è nata una una conversazione e poetry reading, e una fuga di mezza giornata a Venezia (ma questa è altra storia).
Poesia visiva e poesia sonora come esempi di pratica femminista e più in generale una carrellata di nomi e libri che ci hanno formate e che ci fanno continuare con voglia a scrivere e parlare di poesia.
Grazie Imago Mundi (Gallerie delle Prigioni) per l’invito e lo spazio, fisico e online. Qui di seguito la video registrazione dell’evento.
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L’arte plastica della parola: recensione.
In ritardo perché sono sempre di corsa anche quando sono ferma.
Finalmente parlo di Tommaso Ottonieri, una delle mie persone preferite al mondo, e di come la sua poesia e il suo pensiero poetico abbiano segnato la mia vita di lettrice e studiosa. Grazie a Argo per l’occasione e a Giovanna Lo Monaco per la materia.
Un’intervista: ecosistemi poetici.
L’amica e collega Bianca Battilocchi mi ha coinvolta in una serie di intelligentissime interviste e discussioni su #ecosistemipoetici: abitare creativamente l’antropocene sulla rivista La Balena Bianca.

A poem on The Fortnightly Review.
Another section of my current writing project is now accessible online. Thanks to The Fortnightly Review that welcomed the bean.
A poem in Datableed.
YOLKS, con Livia Franchini
A partire dallo splendido libro d’esordio della mia amica Livia (Shelf Life, Penguin e ora anche Gusci, Mondadori ), abbiamo chiacchierato seppur brevemente di scrittura creativa, personaggi femminili, sperimentalismo, traduzione, e ovviamente pratiche femministe.
Tutto molto così come viene e speriamo sia venuto bene.


