The friend and poet Lorenzo Mari entrusted me with his words, and I played with them. What follows is a small portion of that work, now published in full by Atelier International thanks to the editorial care of Piero Toto and Francesca Benocci, who carefully crafted this new issue, rich in content.
A few poems in English I published some time ago commented by @marbledmayhem:
For our penultimate featured writing post of 2023, Osmosis is excited to be featuring extracts from ‘The exact stellar science behind’ by Marzia D’Amico. ‘[T]alk[ing] away the dooming politics of the so called / real world’, the poems ‘Being alone isn’t the only option.’, ‘You need something gentle and tender right now.’, ‘People often return to what’s familiar, not what’s good for them.’, and ‘Be brave enough to trust your own voice.’, are a transliterary invocation for love, empowerment, and kinship. As ‘intertwine[d] […] songs for [a] better existence’, liberation (that ‘loaded word’) comes as a softness ‘tender like the night oh, yes the night of the song the night’. ‘[P]ronouncing my wording’, D’Amico ‘shout[s]’ ‘out in the tiny asemantic particle // For more than one voice’ as the concrete act of speaking covers the living and the dead in ‘the jaguar sun’ ‘until sun dawns’ ‘because love multiplies’ ‘at night’.
Mi sento felice e importante, perché non solo sono statə intervistatə per Artribune – che è già di per sé un successo da coccolarsi – ma mi ha fatto delle domande belle, complicate, e sentite una persona – Maria Oppo – per cui ogni giorno sviluppo sempre più stima e affetto. È stato uno scambio denso e ha rivelato la mia ossessione per la parola attrito in poesia.
L’amico e sodale Lorenzo Mari ha condotto una breve serie di interviste creando “un itinerario tra poesia e filosofia e pratica della militanza dal 2001 fino al presente”.
Ho detto qualcosa anche io a partire dalla mia esperienza di poesia e dai ricordi dell’assassinio di Carlo Giuliani. Si legge per intero clickando qui o sull’immagine.
Amo molto e da molto la poesia di Letizia Polini, che avevo avuto il piacere di ospitare nella rubrica Autopoetica quando questi versi, ancora inediti, delineavano qualcosa di forma. Ora hanno la forma libro di un pregiato Manufatto poetico. Ne ho parlato un po’ con l’autrice e con la sempre splendida e arguta June Scialpi, ospiti di Antonio Syxty. Si ascolta qui sopra.
Come parte del progetto Dial-A-Poem Italia, una restituzione per la retrospettiva John Giorno: The Performative Word curata dal Museo MAMbo (Bologna), 33 poeti italiani hanno collaborato a una serie di registrazioni. Chiamando il numero +39 051 030 4278 si potranno ascoltare le varie operazioni poetiche selezionate, tra le quali anche una mia lettura da Ragazz* Laser.
Con notevole ritardo, segnalo che il progetto di mappatura delle voci Queerographies ha scelto di includere Ragazz* Laser nel panorama queer contemporaneo, cogliendo nel segno molto del senso in poche frasi che mi hanno regalato un brivido (come succede sempre quando ci si sente compresə). Grazie a Gian Pietro Leonardi per il suo lavoro costante e la sua allenza, forte e sentita.
Quase me envergonho de ter escrito poesia durante o fim do mundo (mas podemos alguma vez interromper verdadeiramente o poetar?), mas tenho orgulho de mim por ter tentado versificar em Português pela primeira vez. Obrigada às minhas primeiras leitoras atentas (vocês sabem quem são, feminino político), e obrigada à Minima por ter dado uma casa a estas primeiras tentativas. You can read the issue of minima for free in various downloadable formats at this link, or purchase the printed version – just click on the image below.
Cambia la dicitura, come da scelta, in ogni momento di svolta. Ma è sempre sé, Ragazzx Laser, soggetto che guarda senza occhi alla fine del mondo. Ragazzə Laser è ora libro e ebook, dopo viaggi spaziali tra i luoghi dell’internet e le geografie terrestri, è anche in libreria e spero presto tra le mie e vostre mani.
Vestita male, con le idee confuse al momento della verbalizzazione, ma sempre onesta al massimo che posso, pubblico con sommo ritardo una intervista a cura di Cetta Pagliarani in merito al mio sentimento personale, politico e poetico sul femminismo e come questo tema sia un motivo emotivo e politico fondamentale nella mia costruzione del sé – anche e soprattutto poetico. A partire dal mio poemetto, Ragazzə Laser, di prossima pubblicazione grazie al Premio Pagliarani, una riflessione più ampia su autorialità non maschile, collettività, e sperimentalismo come forma di destabilizzazione necessaria.